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15036317_10209662119941460_2911697589940671577_n-600x330 Domani, 25 novembre è la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. Un appuntamento importante, che il Comune di Napoli segue ormai da molti anni attraverso un programma ben strutturato in rassegna, che quest’anno è stato intitolato: #svergognati- Un atto d’amore. Le manifestazoni sono cominciate il 20 e si concluderanno il 27. La rassegna è stata ideata e promossa dall’Assessorato alle Pari Opportunità, con la collaborazione degli Assessorati all’Istruzione, al Welfare, ai Giovani, alla Cultura, alle Attività produttive, Alla Mobilità, la Commissione Qualità della Vita e Pari Opportunità, il Servizio Giovani e Pari opportunità, il Servizio Comunicazione istituzionale, la Città Metropolitana le 10 Municipalità e gli organismi di parità, tra i quali il CUG e la Rete Antiviolenza Interistituzionale. Tutte le manifestazioni organizzate hanno come fine, la sensibilizzazione e condivisione di una contro-narrazione, o meglio, di una narrazione sana e libera della figura femminile nella società violenza-donne-324x235contemporanea. La violenza maschile perpetrata sulle donne non è un fatto privato, ma un fenomeno strutturale e trasversale della nostra società e non solo. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ci troviamo di fronte a un problema di salute di proporzioni globali enormi, che clpisce un terzo delle donne nel mondo. La violenza che maggiormente rimbalza alla cronaca, è quella fisica, che spesso sfocia in femminicidio, non a caso i delitti a scapito delle donne dall’inizio dell’anno sono arrivati a quota 123. Proprio questa mattina, nonostante il rumore delle tante iniziative in atto da giorni per denunciare la violenza sulle donne, si è consumato l’ennessimo crimine. Un uomo di 56 anni, italiano, dopo una violenta lite con la ex compagna di 29 anni, di origini peruviana, l’ha strangolata davanti ai prorpi figli. La violenza più comune è quella domestica, dove una donna su tre, che ha avuto un marito o un compagno, ha subito violenza fisica o sessuale. Nonostante le molteplici iniziative per tutelare la donna e sottrarla alla violenza maschile, occorre percorrere ancora molta strada. Si stima che venga uccisa una donna ogni tre giorni, ma in realtà non si posseggono dati certi in quanto manca un monitoraggio più dettagliato, che può pervenire solo da dati forniti dei pronto soccorso, dalle forze dell’ordine, dai Tribunali, dai servizi territoriali, gli assistenti sociali e dalla scuola. Le uniche informazioni provengono dai centri antiviolenza e dall’Istat, dati forniti negli ultimi 15 anni. L’emergenza è quella di istituire un Piano antiviolenza nazionale femminista, che metta in campo una rete sistemica, integrata e omogenea di intervento. Di questo si parlerà a Roma dove sabato è stata organizzta da: rete Non una di meno, la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne.

 

Di Natascia Caccavale

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