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Arriva dal Canada, ma non vede l’ora di sferrare il colpo decisivo anche in Italia. Si chiama Snow Golf ed è una new entry degli sport invernali dedicata a chi, anche d’inverno, non vuole rinunciare alle sue 9 buche. Il green lascia spazio al white del nuovo campo innevato, mentre le palline diventano coloratissime in modo da non perderle; le mazze sono le stesse del golf tradizionale: non si usa il driver, ma solo i ferri. L’abbigliamento consigliato? Caldo, da montagna, ma che non impedisca i movimenti.

“In realtà da noi a Courmayeur a Carnevale si gioca anche mascherati o ancora con gli scarponi da sci ai piedi” racconta Franco Sfregala all’Ansa, tra i pionieri dello Snow Golf in Italia e direttore del Circolo Golf Croara di Piacenza, che dal 7 al 9 marzo preparerà il campo per l’Audemars Piguet Snow Golf Exhibition, a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco.

Inventato nel 1998 da Tina Blomme, che ha progettato e gestito il primo vero corso ufficiale di Snow Golf in Québec, in Italia questo sport è appena agli esordi. “Più che tornei, ci limitiamo a singoli eventi o piccoli tornei” spiega Franco Sfregala. Ma le radici dello Snow Golf trovano tracce già nel Seicento, quando mazze e palline sulla neve affascinarono il nord Europa. Tra i suoi più appassionati estimatori, nel 1890, si contava Rudyard Kipling, che in Vermont pare usasse rilassarsi dalla scrittura del “Libro della jungla” proprio giocando a golf sulla neve con palline e buche colorate di rosso.

Il primo campionato del mondo per amatori si è tenuto invece nel gennaio 2007 ad Abtenau, in Austria. Oggi si gioca molto in Finlandia e Groenlandia (che fino al 2009, a Uummannaq, ha ospitato il World Golf Championships nella versione su ghiaccio, poi interrotto a causa del riscaldamento globale). Ma anche in Argentina, tra le montagne di Ushuaia, in Francia, Austria, Germania e a St. Moritz, in Svizzera, dove a fine gennaio si è svolto il trentacinquesimo Snow Golf Cup.

Il campo più emozionante resta però quello di Bjoerkliden, stazione sciistica della Lapponia svedese, 250 km a nord del Circolo Polare Artico, dove si può giocare anche di notte, con palline fluorescenti, godendo dello straordinario spettacolo dell’aurora boreale.

“È un bel modo per proseguire a giocare anche d’inverno, magari dopo una bella sciata – spiega Franco Sfregala – La difficoltà maggiore in Italia è data proprio dall’allestimento del campo”. Necessaria, neve leggermente battuta (per impedire alle palline di affondare e andare perdute), una temperatura costante che la mantenga all’altezza e, possibilmente, anche belle giornate. Per ora i primi campi si sono organizzati a San Martino di Castrozza, Madonna di Camipiglio, Ponte di legno, ma anche in Piemonte e Toscana.

“A Courmayeur contiamo 130-150 iscritti a torneo, soprattutto in arrivo dai circoli estivi di montagna o da Milano – prosegue Sfregala – Le regole non si distanziano molto da quelle del golf classico. Per il campo, usiamo buche più corte, con la formula del ‘pich&putt’ (una modalità più veloce in cui l’handicap di ogni giocatore viene ridotto in virtù della lunghezza del campo, più corta rispetto alla norma). Rispetto ad altri, poi, per primo in Italia ho inserito una variante, con una parte del gioco sulla neve battuta e una su un green in erba sintetica”.

In occasione della Festa della donna, il ricavato dell’Audemars Piguet Snow Golf Exhibition andrà all’Associazione a Doppia Difesa, in favore delle vittime di discriminazioni, abusi e violenze.

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