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L’oro nero, la bevanda più famosa dopo l’acqua, simbolo salvifico di vita.

Stiamo parlando del caffè: ogni giorno al mondo si consumano circa 1,6 miliardi di tazze di caffè e la media di consumo mondiale a persona è di circa 1,3 kg.

Per noi italiani, e nello specifico in una città come Napoli, il caffè è “la condicio sine qua non”.

Nella città partenopea il caffè è un rito che è pure business, una tradizione talmente radicata da aver consacrato in Italia e nel mondo l’espresso napoletano, partendo dal Settecento, quando nell’antica città capitale se ne beveva almeno una tazzina al giorno.

C’è da dire che noi italiani abbiamo la presunzione di sapere tutto o quasi del caffè, ma non è così.

Almeno dieci cose che (forse) non conosciamo, della bevanda che fu scoperta, si pensa in Etiopia.

1. Al freddo se ne consuma di più: il paese dove si consuma più caffè è la Finlandia, con 12 kg all’anno pro-capite. Mentre quello dove se ne consuma meno è Portorico, con 400 grammi di caffè per ogni persona. L’Italia è solo al dodicesimo posto, con 5,9 kg pro capite, dopo Svizzera, Canada, Danimarca, Austria ecc..

2. Può uccidere: occorre bere però dalle 80 alle 100 tazze caffè in un tempo limitato ( circa 4 ore)

3. Può essere velenoso: nel caffè coesistono almeno 1000 composti chimici differenti; quindi non contiene solo caffeina.

4. Può essere una medicina: gli effetti del caffè sulla salute sono stati ampiamente studiati.

Negli anni si sono succedute diverse opinioni, spesso contraddittorie, ma la maggior parte della letteratura scientifica più recente concorda sui tanti effetti positivi. Non solo migliora le prestazioni mentali e fisiche, ma può abbassare il rischio di cancro colon-rettale al fegato, l’asma, il diabete di tipo 2, l’Alzheimer e il Parkinson.

5. Ecco il significato del nome: la parola araba “qahwa”, in origine, identificava una bevanda prodotta dal succo estratto da alcuni semi che veniva consumata come liquido rosso scuro, il quale, bevuto, provocava effetti eccitanti e stimolanti, tanto da essere utilizzato anche in qualità di medicinale. Oggi questa parola indica, in arabo, precisamente il caffè. Dal termine “qahwa” si passò alla parola turca Kahve attraverso un progressivo restringimento di significato, parola riportata in italiano con “caffè”.

Questa derivazione è contestata da quanti sostengono che il termine caffè derivi dal nome della regione in cui questa pianta era maggiormente diffusa allo stato spontaneo, Caffa, nell’Etiopia sud-occidentale.

6.Piace agli sportivi: secondo quanto affermato da una ricerca dell’Università del Queensland, divulgata sul Journal of Science and Medicine in Sport, 14 ciclisti che avevano bevuto del caffè un’ora prima di una gara guadagnavano il 2% in termini di velocità.

7. Quello decaffeinato… non lo è del tutto!

L’unica variante del caffè decaffeinato naturalmente è la Coffea charrieriana, originaria del Camerun. Ciò significa che il resto del caffè viene decaffeinato in modo artificiale. In realtà non è possibile eliminare del tutto la caffeina: in 5/10 tazze di caffè decaffeinato si troverebbe la stessa quantità di caffeina presente in una o due tazze.

8. Piace agli artisti: il compositore Johann Sebastian Bach ha dedicato una canzone al caffè intitolata il “Kaffeekantate”, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735.

9. Perché quello che si beve in alcuni luoghi è più forte? Questo fattore dipende in parte dalla miscela, poiché le due principali tipologie di caffè, la robusta e l’arabica hanno caratteristiche organolettiche differenti.

10. Non tutti lo utilizzano come bevanda: gli appassionati di terapie mediche alternative, tra cui il Principe Carlo d’Inghilterra, sono dei sostenitori dei clisteri di caffè come cura anticancro. Qualcosa di molto inusuale!

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