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Sono quindici i fenomeni che hanno cambiato la percezione che la gente ha dello sport: nel passato, e nel presente recete.

Lista incompleta, stilata da Wired.it,  che però annovera 15 personaggi hanno fatto la storia dello sport fra Olimpiadi, Mondiali o (vincendo) sfide totalmente personali. Ma soprattutto atleti che sono andati oltre ogni logica. Hanno spostato il limite un po’ più in là. Spesso molto più avanti. C’è chi vince un oro, piazzandosi al primo posto in un Europeo o un Mondiale. Grande risultato. Dal lato opposto c’è chi rivoluziona una disciplina. Tutta un’altra storia.

Abbiamo Paul Preuss, alpinista austriaco, il padre spirituale del moderno free climbing; c’è la connazionale Gerlinde Kaltenbrunner, la prima donna al mondo ad aver scalato tutti e 14 gli ottomila metri (sono più o meno 25 persone nel mondo) senza ossigeno.

Oppure Nadia Comăneci, la prima a strappare un 10 nella sua specialità: le parallele asimmetriche. Cinque le medaglie d’oro raccolte ai Giochi. È inoltre la più giovane atleta ad aver ricevuto l’Ordine olimpico, la più alta onorificenza del comitato olimpico.

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O ancora Carl Lewis, uno dei più grandi di tutti i tempi: il figlio del vento da 10 medaglie d’oro ai Giochi Olimpici.

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Altri nomi…

Suzanne Lenglen, tennista record woman con 25 titoli del Grande Slam in tasca, la divina ha vinto 12 volte Wimbledon fra singolare e doppio. Fra 1914 e 1926 non fu mai battuta.

Nel 1997 il secondo campo dello Stadio del Roland Garros, dove si svolgono gli Open di Francia, il Roland Garros, venne rinominato Campo Suzanne Lenglen in suo onore.

Paavo Nurmi, uno dei primi miti dello sport moderno, il finlandese, il più grande fondista degli anni Venti, ha vinto nove medaglie d’oro e tre d’argento alle Olimpiadi, fra 1920 e 1928.

Altro nome da “preistoria”, Marjorie Gestring: tuffatrice dal trampolino da tre metri, è la più giovane atleta ad aver vinto un oro olimpico nella storia dei Giochi: a Berlino 1936 la statunitense aveva solo 13 anni.

A Città del Messico nel 1968, ci fu un uomo che non solo vinse l’oro ma rivoluzionò il salto in alto architettando la tecnica che ha preso il suo nome, basata sullo scavalcamento dorsale e non frontale. Insomma, colui che ha inventato il salto in alto moderno ha un nome: Dick Fosbury

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Facciamo i patriottici! Abbiamo due italiani presenti in questa lista. Stefania Belmondo, dieci medaglie olimpiche nello sci di fondo, la più vincente ai Giochi insieme alla russa Raisa Smetanina, simbolo dello sci nordico nostrano e internazionale.

Scomparso l’anno scorso, è uno dei tormentati miti dello sport italiano.  Stiamo parlando del Pietro nazionale, il Mennea (immagine in copertina), Campione olimpico dei 200 m nel 1981 a Mosca, detentore del record sulla distanza per 17 anni: il suo 19’’72 è ancora il miglior tempo europeo nella specialità.

Parliamo dei contemporanei. Che dire di Leo Messi, coi suoi quattro palloni d’oro consecutivi, dal 2009 al 2012. Stiamo parlando dell’incarnazione del calcio contemporaneo. Basti pensare che con il Barcellona ha vinto sei volte la Liga e tre volte la Champions League.

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Come non potere inserire l’uomo più veloce del mondo, Usain Bolt.

Oltre a sei medaglie d’oro olimpiche, il giamaicano detiene al momento i record mondiali nei 100 m, 200 m e nella staffetta 4×100 m stabiliti fra i mondiali di Berlino 2009 e i giochi olimpici di Londra 2012.

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Il più grande nuotatore di tutti i tempi come fa a non essere inserito? Michael Phelps: ventidue medaglie olimpiche, 18 sono d’oro. A Pechino 2008 ha superato il suo mito assoluto, Mark Spitz.

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Chiudiamo con forse il più grande tennista di tutti i tempi. Per la mole di record conseguiti, l’eccellente rendimento nel medio-lungo termine e lo stile di gioco, viene considerato il più forte giocatore della storia di questo sport. Un genio totale del tennis, lo svizzero Roger Federer è stato al vertice della classifica Atp per 237 settimane consecutive fra 2004 e 2008. Il periodo più lungo di sempre. 17 titoli del Grande Slam e 6 Master. Il tennista è uno dei sette giocatori della storia di questo sport ad aver completato il Career Grand Slam (con Fred Perry, Don Budge, Roy Emerson, Rod Laver, Andre Agassi e Rafael Nadal), traguardo raggiunto il 7 giugno 2009 con la vittoria nel Roland Garros. Nient’altro da dire.

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