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Vienna, Austria, il valzer, Gustav Klimt e un’immersione letterale nella sua arte.

Volendo fare i sempliciotti e non approfondendo la materia, potremmo riassumere con queste parole la mostra presente a Napoli ‘Klimt Experience’ di uno dei più importanti artisti della secessione viennese, sviluppatasi fra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo, a Monaco di Baviera e Berlino in Germania ed a Vienna in Austria.

Questo movimento era un’associazione di 19 artisti, tra cui pittori e architetti, che si staccano dall’Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo, dotato di una propria indipendenza e anche di una propria sede: il Palazzo della Secessione Viennese.

Fior fiori di nomi: oltre a Klimt, si ergono protagonisti talenti del calibro di  Egon Schiele,Otto Wagner, Max Fabiani, Joseph Maria Olbrich a riprova di un enorme flusso artistico di provenienza mittle europea.

La mostra a Napoli tutto è fuorchè una mostra pittorica, o volendo essere chiari, una mostra d’arte come la maggior parte di noi la intende.
Qui sta il bello, intendere una mostra d’arte come anche un qualcosa di diverso, di immaginifico, perchè di immagini si tratta, che ti avvolgono, ti rendono partecipe di 85 minuti di viaggio virtuale attraverso foto ad alta risoluzione, realtà aumentata, giochi di specchi  che ti fanno apprezzare la maestria del grande pittore viennese, tra i più importanti esponenti dell’Art Nouveu.

Dopo il grande successo avuto a Roma, Firenze, Milano, Caserta “Klimt Experience” arriva a Napoli sicuramente non come una novità annunciata ma con l’intento di appassionare gli spettatori con i giochi di luce e suggestioni emotive che di conseguenza si creano in chi osserva.

Un dono visivo che fa bene al cuore e all’anima e dove la concezione stessa dell’arte viene messa in dubbio con forza sul come questa l’arte stessa debba essere fruita.

La tecnologia imperante ‘aiuta’ in questo, poi sta ad ognuno di noi, avere la fortuna di poter sentirne l’ebbrezza.

 

 

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