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foto 1Il Volo dell’Angelo consiste in un volo di andata e uno di ritorno (quindi 2 voli) partendo dalla stazione scelta nel momento in cui si prenota o si converte un biglietto. Il volo di ritorno viene programmato dall’Acquirente durante la prenotazione del biglietto o la conversione del Voucher in biglietto.
Le stazioni del Volo dell’Angelo sono presenti nei comuni di
 Castelmezzano e Pietrapertosa in Basilicata in provincia di Potenza, due tra i Borghi più belli d’Italia.
Le stazioni, ovvero i punti di partenza e di arrivo del volo, sono posizionate sulle
 Dolomiti Lucane che costituiscono uno dei paesaggi naturali più belli d’Italia. Ogni volo ti fa attraversare lo spazio aperto tra questi due Comuni, regalandoti un’emozione unica e uno spettacolo indimenticabile.
Questa emozione la puoi vivere da solo con il volo singolo, o condividerla con un’altra persona scegliendo il volo in coppia.

foto 2La Via Ferrata è un percorso attrezzato per scalare le Dolomiti Lucane che permette di raggiungere punti altrimenti inaccessibili e scoprire davvero la grande bellezza di questo luogo. Realizzata di recente secondo i migliori standard con due percorsi che si articolano rispettivamente lungo le dorsali rocciose di Castelmezzano e di Pietrapertosa.

La Via Ferrata Dolomiti Lucane è classificabile come EEA poco difficile, con un percorso articolato su canali e camminamenti, passaggi verticali e tratti in esposizione. I due rami del percorso partono dal ponte romano situato nelle vicinanze dell’area attrezzata Antro delle Streghe e salgono l’uno verso Castelmezzano e l’altro verso Pietrapertosa.

I  due tratti che compongono la Via Ferrata delle Dolomiti Lucane sono:
La Via Ferrata Salemm sul versante di Castelmezzano ha una lunghezza di 1.731 metri e un dislivello di 249 metri.
La Via Ferrata Marcirosa sul versante di Pietrapertosa ha una lunghezza di 1.778 metri e un dislivello di 331 metri.
Il punto di partenza dei percorsi (area attrezzata Antro delle Streghe) si trova in una grande radura a valle del corso del Rio di Caperrino, un affluente del Basento che taglia a metà lo spazio che divide i versanti corrispondenti ai due paesi.

Raccomandazioni
Per percorrere una via ferrata, è indispensabile possedere il materiale specifico per quest’attività, conoscere il suo corretto utilizzo e le tecniche di progressione dell’arrampicata.
Su una via ferrata, gli shock dovuti ad una caduta sono estremamente violenti.
Nessun materiale resiste agli shocks. Questo è il motivo per cui l’utilizzo del dissipatore è obbligatorio.

Attrezzatura minima consigliata
• un casco per alpinismo
• un’imbracatura
• set completo da ferrata a Y con assorbitore di dissipazione dell’energia di caduta e due connettori (per ferrata) tipo K
• un paio di guanti da ferrata
• scarponi da ferrata

Noleggio attrezzatura
E’ possibile noleggiare l’attrezzatura presso le Biglietterie del Volo dell’Angelo a Castelmezzano e Pietrapertosa al costo di 10€ se si è in gruppo oppure 15€ singolarmente.

sette pietreIl Percorso delle sette pietre, è un progetto che recupera un antico sentiero contadino di circa 2 km, che collega i Comuni di Pietrapertosa e Castelmezzano e che si sviluppa su quote variabili: da 920 metri a Pietrapertosa scende fino a 660 metri nella valle attraversata dal torrente Caperrino e risale a 770 metri a Castelmezzano.

Il percorso trae ispirazione dai racconti, tramandati oralmente fra le generazioni e dall’immaginario collettivo su cui si fonda il testo Vito ballava con le streghe di Mimmo Sammartino (Sellerio editore Palermo)

Lungo il sentiero la narrazione si traduce in forme visive, sonore ed evocative e diventa una storia incisa sulla pietra.

Ogni tappa prevede uno spazio allestito che accoglie l’opera artistica evocatrice di una delle sequenze del racconto, ed una ambientazione sonora che regala ulteriori suggestioni alla magia della natura che si svela.

Le tappe sono 7 e ciascuna di esse propone una parola chiave che restituisce il senso del racconto: destini, incanto, sortilegio, streghe, volo, ballo, delirio. È nella tappa centrale – streghe – che al visitatore viene proposta l’intera storia, attraverso elementi di suggestione scenografica e sonora.

Lungo il vecchio tratturo, il visitatore potrà fruire di tre percorsi in parallelo:

La passeggiata letteraria La fruizione del paesaggio e del percorso tematizzato in compagnia di frammenti narrativi tratti da “Vito ballava con le streghe”;

Il percorso “visionario” La scoperta di un itinerario articolato in 7 installazioni artistiche che riprendono l’immaginario popolare condiviso;

L’itinerario paesaggistico Teso a scoprire le peculiarità del paesaggio naturale lungo un percorso articolato su aree di sosta posizionate negli intervalli tra le diverse tappe.

gradinata normannaLa Gradinata normanna si trova nei ruderi della fortezza di Castelmezzano,è formata da tanti piccoli gradini scavati nella roccia dai normanni.

Da alcuni è possibile salire in vetta accompagnati da un operatore e indossando un’imbracatura di sicurezza, per poter ammirare un panorama davvero unico.

IL CASTELLO DI PIETRAPERTOSA . Le più antiche attestazioni relative alla presenza di strutture fortificate a Pietrapertosa risalgono agli inizi del primo decennio del secolo XI e provengono da un documento con il quale nel 1001 o 1002 il protospatario Gregorio Tarchaneiotes, Catapano d’Italia, ridetermina i confini tra Acerenza e Tricarico dopo aver scacciato da Pietrapertosa un gruppo di armati formato da Saraceni e Cristiani convertiti all’Islam e capeggiati da Loukas, probabilmente un greco-bizantino, divenuto musulmano insediatisi nel paese qualche anno prima.

La fortificazione evidenzia, finora, strutture databili tra i secoli XII-XIII ed il XVIII. Il suffeudo di Pietrapertosa, e quindi anche il castello, è attestato nel Catalogus Baronum (seconda metà del sec. XII), negli ordini della Curia angioina dell’anno 1278, relativi alla manutenzione dei castelli demaniali. Intorno alla stessa data si ha notizia dell’assegnazione del feudo e quindi del castello a Guglielmo de Tournespée, personaggio che ha seguito Carlo d’Angiò nella conquista del Regno di
Napoli. In epoche più recenti il feudo e il Castello sono stati posseduti da alcune importanti famiglie del Regno quali i Carafa, gli Aprano, i Suardo, gli Jubero ed infine i Sifola.
Nel tempo la struttura si è evoluta dalla condizione di fortilizio verso quella di residenza baronale. Il progressivo abbandono dell’edificio nel secolo XIX sono la causa di crolli ed anche di parziali demolizioni effettuate nel primo dopoguerra.

Il castello oggI è fruibile grazie a un intervento di restauro che ha riportato alla luce le testimonianze medievali ancora presenti, accessibili con strutture moderne che denunciano l’inserimento del nuovo nell’antico, sono rimuovibili e proteggono dai danni provocati dal passaggio dei visitatori, le parti del castello scavate in una roccia che risulta particolarmente friabile.

IL CASTELLO PUO’ ESSERE VISITATO TUTTI I GIORNI NEL MESE DI AGOSTO DALLE 09:30 ALLE 13:30 E DALLE 15:00 ALLE 19:00 AL COSTO DI 2 €. RIDUZIONE BAMBINI 1 €.

ATTRAZIONI NELLE VICINANZE

ll Parco, che ha un’estensione di 27.027 ettari, protegge un’ampia area posta al centro del territorio regionale che presenta importanti valori naturalistici, storici ed etno-antropologici: la foresta di Gallipoli Cognato estesa per oltre 4.200 ettari; il bosco di Montepiano formato da imponenti esemplari di cerro, macchia mediterranea con residui nuclei di leccio, rocce di arenaria, che formano i bizzarri profili delle Dolomiti Lucane di Castelmezzano e Pietrapertosa, resti della fortificazione della città lucana edificata nel IV sec. a.C. sulla sommità del Monte Croccia. All’interno del Parco è possibile svolgere varie attività .

Per maggiori info consultare il sito : www.parcogallipolicognato.it

campomaggiore vecchioI RESTI DI CAMPOMAGGIORE VECCHIO

CHE COSA VEDERE A CAMPOMAGGIORE VECCHIO. A farla da padrone è il Palazzo Baronale (foto in gallery), un relitto maestoso che si erge potente tra i resti delle antiche abitazioni. Di fronte al Palazzo resiste immune allo scorrere degli anni il campanile (foto in gallery) della chiesa dedicata alla Madonna del Carmelo. Dietro di esso, le mura diroccate della chiesa costituiscono l’ultimo baluardo tra il paese abbandonato e la campagna. Di fronte a questi due edifici un grande prato è ciò che resta della Piazza dei Voti, così chiamata per ricordare il giorno in cui le prime sedici famiglie insediate si riunirono per scegliere di abbracciare il progetto del conte Rendina. Intorno alla piazza i resti delle abitazioni, disposte a scacchiera, seguendo il progetto del Patturelli. All’ingresso del paese di Campomaggiore è possibile ammirare le opere in pietra realizzate in occasione del “Simposio biennale di scultura”, evento che vede la partecipazione di scultori italiani e internazionali coinvolgendo sia la parte vecchia del paese che quella nuova. Infine, a circa tre chilometri da Campomaggiore Vecchio si incontra il Casino della Contessa, residenza estiva dei Rendina, databile tra il XVIII e XIX secolo.

LO SPETTACOLO. L’utopia del conte Rendina non è morta quel giorno perché le idee (se buone) restano al di là di corpi e monumenti. Così la storia della “Città dell’utopia” rivive ogni anno nelle notti d’estate, nello scenario onirico di Campomaggiore Vecchio. Uno spettacolo magico che, tra rappresentazioni acrobatiche e teatro, racconta la storia del paese, tra realtà e leggenda.

foresta granciaFORESTA GRANCIA 

Nello scenario naturale del parco delle Grancia ogni estate viene raccontata un’altra storia: quella delle rivolte contadine in Basilicata e del brigantaggio. “La storia bandita” è la più grande performance multimediale italiana di teatro popolare. Un’ora e mezza di cinema e teatro in cui 400 figuranti in costume, 35 danzatori e 18 cavalieri si muovono tra incendi, battaglie ed effetti speciali.

 

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