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GIALLO TUFO 2

Tra storia e mito alla ricerca delle origini di Dicearchia e delle nostre stesse origine.

Giallo Tufo è un romanzo particolarmente intrigante, perché è una grande storia ambientata nei Campi Flegrei al giorno d’oggi, ma anche più 2500 anni fa.

E’ un romanzo d’amore ma è anche un giallo territoriale, come lo definisce l’autore, che trasporta il lettore in un uno spazio temporale sospeso tra presente e passato, tra meraviglie storico-architettoniche e paesaggistiche, e lo porta con mano fino a scoprire il grande Mistero di Dicearchia, la città scomparsa.

Un delitto, un’utopia, una storia persa e dimenticata .Il fascino di cosa siamo stati e cosa saremmo potuti essere. Un romanzo che ci spinge a scoprire questa magnifica terra, conoscerla , rispettarla, amarla.

 Cosa caratterizza maggiormente la tua Associazione rispetto alle altre che operano sugli stessi luoghi? Esiste una volontà di ‘fare rete’ ?

” Simposi dell’ozio creativo”, è un’associazione che si propone l’obiettivo leggero di vivere la creatività e l’innovazione, intese in senso ampio, con modalità slow, per un nuovo Umanesimo nel terzo millennio.

La specificità è nell’organizzazione micro.. Attimi di riflessione culturale e artistica, calvinianamente leggera, lenti, destrutturati, condotti in assoluta libertà e semplicita’. In Luoghi straordinariamente dimenticati di una terra allo stesso tempo così metropolitana ma anche così arcaica.

Pur lavorando sul piccolo, sul leggero, sul libero, consideriamo il “far rete” con gli altri attori territoriali una condizione irrinunciabile, insita nell’essenza stessa dei nuovi giorni che stiamo percorrendo e che ci stanno introducendo, perentoriamente, nell’universo insondato del nuovo millennio.

Cosa ti fa sentire “ cittadino flegreo “?

Sono napoletano e quindi, a quelli che mi fanno questa domanda, rispondo scherzosamente che, giacchè Cuma fondò Neapolis, io sono un flegreo ma delle colonie.

Del resto una gran parte di Napoli fa parte a tutti gli effetti del sistema vulcanico del tufo giallo flegreo. Gialli, infatti, sono i suoi monumenti più significativi, come i Castelli scavati nel tufo e poi conformati nel tempo dagli usi, il misterioso Palazzo Donn’Anna, le grandi grotte che bucano le montagne come quella di Seiano, la Crypta neapolitana, la galleria della Vittoria e tutte le altre innumerevoli gallerie della Napoli sotterranea.

Ma mi sento cittadino flegreo, perchè sento scorrere nelle vene il fuoco della caldera, perchè sono attratto dalla forza di questa terra, perchè riconosco il ruolo centrale che hanno avuto questi Luoghi, sin dalla loro prima fondazione, nella formazione e nello sviluppo della civiltà occidentale.

Un ruolo decisivo anche se misconosciuto e spesso sottovalutato e sottostimato dalla stessa cultura flegrea e partenopea.

Se avessi una bacchetta magica cosa doneresti al tuo habitat? cosa faresti scomparire?

Donerei innanzitutto un Ente che lo rappresenti: per esempio un’Unione dei comuni flegrei come espressione istituzionale di una Comunità flegrea ritrovatasi unita anche nelle sue incredibili diversità culturali, ambientali e storiche.

Donerei a questa terra una Comunità scientifica ed artistica internazionale, ospitata qui, per esempio nel Rione terra, per alimentare una crescita civica e culturale di respiro internazionale in raccordo con quanto di più innovativo sia in atto nel mondo.
Donerei all’ enorme biodiversità che da sempre la abita, un abitat rispettoso di tutte le specie animali e vegetazionali e dei paesaggi che le ospitano.
Farei scomparire la ferraglia e alcuni mostri che costellano i nostri paesaggi.

Positività e negatività dell’abitare in questi spazi.

Positività: Siamo immersi nella storia, nella cultura, nel mito, in un paesaggio nonostante tutto, ancora mozzafiato. Questa terra mi stimola sempre, ogni giorno.

Negatività : Non riusciamo ancora (ma ci riusciremo) a vivere serenamente e proficuamente il rapporto con queste poderose rovine, materiali e immateriali.

Non riusciamo a rallentare e a viverle adeguatamente.

Non riusciamo a coinvolgere i giovani.

Definisci con un aggettivo, un oggetto, una immagine, un sapore, un odore, un suono e una ‘memoria’ del passato questa terra.

Un sostantivo e un aggettivo: giallo tufo

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