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Clet Abraham non è propriamente un artista di strada, ma ha recentemente sentito la necessità di un’espressione artistica applicata alla vita quotidiana. Il suo interesse è focalizzato sulla realizzazione d’interventi urbani, la cosiddetta Street art.

La sua attività si è palesata in città come Firenze, Bologna, Roma, Torino, Milano, Lucca, Palermo, Londra, Valencia, Parigi , Prato e Livorno, ha applicato degli sticker sui cartelli della segnaletica stradale, rispettandone sempre la leggibilità, ma trasformandoli in simpatiche opere d’arte.

E’ stata l’ora anche per il capoluogo partenopeo, Napoli,  di ammirare l’arte di Clet Abraham, classe ’66, pittore e scultore francese, attivo in Italia dal 1990. Si è fermato per due giorni, dal 25 al 27 febbraio e  in sella a una bicicletta, ha percorso le strade del centro storico fino al Lungomare, a caccia di cartelli stradali a cui rifare il look.

Cuori infranti da un segnale di obbligo di svolta a sinistra, omini stilizzati che reggono a fatica la barra bianca del cartello di senso vietato, divieti di transito che si trasformano in cornici per l’uomo vitruviano: Clet applica sui cartelli gli adesivi con i suoi disegni, per lanciare un messaggio che è allo stesso tempo ironico e di denuncia: “Per far evolvere le regole bisogna poterle criticare. L’ordine non deve per forza arrivare ai cittadini in modo monotono e aggressivo, le regole possono essere comunicate anche con umanità”, spiega l’artista transalpino.

Aggettivo, quest’ultimo che certo non manca a giovani napoletani, a quei giovani che vedono nel rinnovamento applicato alle “legislazioni”, come può essere il significato di un segnale stradale, un moto di crescita e non di ostacolo.

Per qualcuno si tratta di un rischio per la sicurezza stradale, ma in realtà il “raid artistico” non copre i segnali, lasciando chiare le informazioni, e li rende a volte divertenti e spiazzanti a seconda del disegno, altre volte, invece, rendendoli perfettamente coerenti con il paesaggio circostante.

 

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