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È bastato poco affinché la storia di Maguerite Joseph, arzilla vecchietta americana di anni ben 104, facesse il giro del mondo. Facebook la costringe a mentire sulla sua età: l’anno di nascita è 1908, ma il social network lo sostituisce con il 1928. Motivo? “Errore sconosciuto” appare scritto nella pagina d’iscrizione, perché l’età di Mrs Joseph supera i 99 anni. Un episodio curioso, ma che testimonia come la rete sociale fondata ad Harvard negli Stati Uniti da Mark Zuckerberg e dai suoi compagni di università, comincia ad appassionare una nuova tipologia di utenti: gli over 60.

Un fenomeno che sta coinvolgendo non solo gli Stati Uniti, ma anche l’Italia. L’evoluzione dal 2007 ad oggi parla chiaro: da 200 mila persone a 26 milioni che visitano la piattaforma almeno una volta al mese. Gli anziani in Rete, in realtà, sono ancora pochi: il 21,1% degli over 65, stando agli ultimi dati Censis.

Pochi, ma molto attivi. Lo dimostrano altri dati, come quelli divulgati da FederAnziani: la pagina della federazione ha superato i 150mila contatti. “A 10 anni dalla nascita di Facebook, solo in Italia gli anziani in Rete sono cresciuti da 12mila a oltre 2milioni”, dichiara il presidente Roberto Messina, “e il fatto che la nostra pagina abbia questo seguito dimostra quanto siano consapevoli dell’importanza di condividere le informazioni per difendersi e acquistare forza”.

Sull’esempio di quanto realizzato dall’associazione inglese Friends of the elderly, una guida per iniziare a usare Facebook e Twitterscaricabile gratuitamente dal loro sito (ma rigorosamente in inglese),  anche l’Italia si sta muovendo per venire incontro alle esigenze di questa nuova generazione di internauti digitali. “Pane e internet“, iniziativa della Regione Emilia Romagna, permette di prenotarsi (telefonicamente) per una o più lezioni tenute da esperti presso le oltre cento biblioteche regionali, pensate per insegnare passo passo come maneggiare un mouse, mandare una mail, iscriversi a un social network.

A Parma sono sei signore le prime iscritte al corso, iniziato a dicembre e in via di conclusione; tutte donne, parte di quel 10% di casalinghe che secondo le statistiche regionali è a digiuno di web. Il fine è permettere ai cittadini l’uso delle soluzioni di e-government presenti nel territorio, perché semplificare gli iter burocratici non serve se non si colma il digital gap: solo il 5% degli over 64 in Emilia Romagna usa internet, soprattutto maschi e soprattutto laureati.

A Treviso, una casa di riposo propone “nonni 2.0”, corsi di Facebook per incrementare il numero degli ospiti, mentre FederAnziani ha dato il proprio appoggio a un progetto Vodafone, “Insieme a Scuola di Internet”, che mette in campo 200 giovani tutor formati da Digital Accademia per dispensare lezioni gratuite di tablet e app a 100mila over 55 di tutta Italia. Un’abile strategia per ampliare il numero di potenziali clienti, innegabile, ma comunque utile a molti; presso il Centro Ricreativo Anziani di Lesmo, vicino Milano, gli attempati studenti sono già al lavoro mentre le candidature al ruolo di tutor per gli under 30 sono ancora aperte.

In rete le migliori lezioni gratuite sono dispensate da pcabc.it, nuovissimo sito creato da un trentenne veneto per “salvare se stesso” dalle “pressanti richieste di mia mamma sul dare qualche lezione di computer a lei e ad alcune amiche”, costruito con video tutorial che guidano alla creazione di un account di posta elettronica o all’uso di Facebook, appunto. Il presupposto, però, è che l’anziano sappia già navigare, trovare il sito e riuscire da lì a visualizzare ciò di cui ha bisogno, e che riesca a prendere appunti mentre il video scorre.

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