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Nello straordinario scenario che fa da contorno alla sede del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola, Michela Angiolillo e Marco Pisapia ( rispettivamente ricercatrice e regista ISSPRA)hanno presentato il loro meraviglioso e particolare libro fotografico “ Colori profondi del Mediterranneo”.

L’idea degli autori, nasce durante un freddo pomeriggio ozioso, con il desiderio di raccontare fondali marini finora inesplorati e considerati irraggiungibili. La realizzazione del progetto, realizzato dall’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) con la nave Astrea, è stata possibile dopo ben otto anni di ricerche effettuatetra Liguria e Sicilia. Ambienti straordinari e poco noti sono stati immortalati dal fotografo Simonepietro Canese grazie al contributo del Rov, un piccolo robot ad altissima tecnologia, ma anche grazie alla sua creatività professionale con la quale è riuscito a farci toccare con mano la dimensione fantastica e sconosciuta degli abissi nel nostro Mar Mediterraneo.

Maurizio Simeone, ecologo marino e Presidente del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola, commenta:

Lo scopo del centro è effettuare una divulgazione a 360 gradi sull’ ambiente marino, quindi abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di presentare, per la prima volta a Napoli, un volume dell’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che tratta degli ambienti profondi del Mediterraneo, mondo del tutto sconosciuto alla collettività ma anche agli addetti ai lavori. Si parla infatti di oltre 500 metri di profondità , distanze ignote anche ad un subacqueo o ad un biologo marino.

Abbiamo posto qualche domandaall’autrice Michela Angiolillo:

Come vi è venuta in mente quest’idea? Sono otto anni che lavoriamo in questo campo per trarre informazioni scientifiche .Durante questo lasso di tempo abbiamo raccolto tanto materiale fotografico. Ad un certo punto abbiamo pensato di divulgarlo ad un pubblico più vasto, per avvicinare anche chi non è del settore a questa fantastica realtà.

Cos’è il Rov? Il Rov (remotely operated vehicle) è un sottomarino a comando remoto, filoguidato dall’imbarcazione. Grazie a quello che, possiamo definire nostrocompagno di viaggio, riuscivamo a vedere in tempo reale ciò che veniva ripreso.

Come è strutturato il libro? Il libro è scientifico ma utilizza un lessico accessibile. Abbiamo cercato di coniugare il linguaggio tecnico a quello fotografico, e cercare di coinvolgere con quest’ultimo il lettore. Ogni capitolo si apre con una piccola parte introduttiva che privilegia l’aspetto scientifico del progetto. A questa seguono foto a piena pagina e didascalie a fine sezione.

Con chi avete collaborato durante la ricerca? L’ ISPRA ha collaborato con l’Università di Genova. Hanno poi contribuito, a seconda dei progetti, l’Università di Pisa, di Cagliari, la Parthenope di Napoli.

Quale messaggio avete voluto lanciare al grande pubblico? Siamo rimasti stupiti notando che anche a bassissime profondità fosse presente il segno dell’uomo. Ci siamo infatti imbattuti in spazzatura e attrezzi da pesca, che provocano morte precoce di pesci longevi. Speriamo dunque, che avendo mostrato la bellezza di queste foreste marine , si cerchi di preservare e non invadere ambienti così stupefacenti.

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